Vivere con l’ADHD, o crescere un figlio che ce l’ha, vuol dire fare i conti ogni giorno con distrazione, impulsività, compiti lasciati a metà e discussioni che si ripetono. Un percorso con uno psicologo serve a trasformare queste difficoltà in qualcosa di gestibile: strategie concrete per organizzarsi, regolare le emozioni e ritrovare un clima più sereno in famiglia, a scuola e al lavoro.
Il Dott. Marco Lucciola, psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio (n. 12885), segue adolescenti, adulti e genitori nel suo studio di Acilia, in Via Cesare Maccari 296.
Il primo incontro: capire la situazione
Il primo colloquio serve a inquadrare la situazione: quali sono le difficoltà, in quali momenti della giornata pesano di più, cosa è già stato provato e con quali risultati. Se c’è già una diagnosi, si parte da quella. Se c’è solo il sospetto, si ragiona insieme sul da farsi e, quando serve, si indica a quale specialista rivolgersi per la valutazione diagnostica.
Da qui si definiscono obiettivi chiari e misurabili, che si verificano lungo il percorso.
ADHD negli adolescenti
In adolescenza l’ADHD cambia faccia: l’iperattività dei primi anni spesso si attenua, mentre restano la fatica a concentrarsi sullo studio, a pianificare, a rispettare le scadenze. A questo si aggiungono i conflitti con i genitori e, a volte, un’autostima già segnata da anni di rimproveri.
Con i ragazzi si lavora su metodo di studio, gestione del tempo, controllo degli impulsi e su come stanno con sé stessi. L’obiettivo è che imparino a conoscere il proprio modo di funzionare e a usarlo a proprio favore.
ADHD negli adulti
Molti adulti scoprono di avere l’ADHD tardi, a volte dopo la diagnosi di un figlio. Nell’adulto l’ADHD si riconosce soprattutto da:
- difficoltà a organizzarsi, a iniziare e a portare a termine le attività;
- dimenticanze, ritardi, oggetti persi;
- irrequietezza interiore e fatica a stare fermi su un compito noioso;
- reazioni emotive intense e rapide, difficili da contenere;
- conseguenze sul lavoro, sulle finanze e nelle relazioni.
Nelle donne l’ADHD passa più spesso inosservato, perché si presenta meno con l’iperattività e più con disattenzione, ansia e senso di inadeguatezza. Il percorso con l’adulto lavora su organizzazione, priorità, gestione delle emozioni e sulle relazioni, comprese quelle di coppia.
Parent training: il percorso per i genitori
Quando l’ADHD riguarda un bambino o un ragazzo, i genitori sono la risorsa più importante. Il parent training è un percorso pensato per loro: si impara a dare istruzioni che vengano seguite, a usare in modo efficace lodi e conseguenze, a prevenire le crisi invece di inseguirle, a ridurre i conflitti quotidiani su compiti, orari e regole.
Non è un corso teorico: si parte dalle situazioni reali di ogni famiglia e si prova a casa quello che si costruisce in studio.
ADHD a scuola: PDP, BES, PEI e dialogo con gli insegnanti
L’alunno con ADHD rientra di norma tra i Bisogni Educativi Speciali (BES): la scuola può predisporre un Piano Didattico Personalizzato (PDP) con misure compensative e dispensative adatte a lui. Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) è previsto invece quando c’è anche una certificazione ai sensi della legge 104.
Il supporto riguarda anche questo: aiutare la famiglia a capire quali strumenti chiedere, preparare gli incontri con gli insegnanti e mantenere un coordinamento tra famiglia e scuola, perché le strategie usate a casa e in classe vadano nella stessa direzione.
ADHD e disturbo oppositivo provocatorio
Nei bambini e nei ragazzi l’ADHD si accompagna spesso al disturbo oppositivo provocatorio: rabbia frequente, sfida continua alle regole, discussioni con gli adulti. In questi casi il lavoro con i genitori diventa ancora più centrale.
Lo studio ad Acilia
Lo studio si trova in Via Cesare Maccari 296, 00125 Roma, ad Acilia, a pochi minuti da Dragona, Casal Bernocchi e Giardini di Roma. Per fissare il primo colloquio puoi chiamare o scrivere al 348 003 1353 oppure usare la pagina Contatti.
Domande frequenti sull’ADHD
Chi fa la diagnosi di ADHD?
La diagnosi la fa uno specialista: il neuropsichiatra infantile per bambini e ragazzi, lo psichiatra per gli adulti, oppure un centro di riferimento per l’ADHD. Lo studio non effettua valutazioni diagnostiche: segue la persona e la famiglia prima e dopo la diagnosi.
Serve la diagnosi per iniziare un percorso?
No. Si può iniziare anche con il solo sospetto, per affrontare le difficoltà di tutti i giorni. Se emerge l’utilità di una valutazione, si indica a chi rivolgersi.
L’ADHD si può curare?
L’ADHD è una condizione del neurosviluppo: non si “guarisce” nel senso comune del termine, ma si può imparare a gestirla molto bene. Con le strategie giuste, il supporto della famiglia e, quando indicato dallo specialista, altri interventi, l’impatto sulla vita quotidiana si riduce in modo significativo.
Si nasce con l’ADHD o si diventa?
L’ADHD è presente fin dall’infanzia, anche quando viene riconosciuto solo da adulti. Non è causato da un’educazione sbagliata, anche se l’ambiente può peggiorare o migliorare il modo in cui si manifesta.
ADHD: serve il PDP o il PEI?
Di norma il PDP, perché l’ADHD rientra nei Bisogni Educativi Speciali. Il PEI si predispone quando c’è anche una certificazione secondo la legge 104.
