La terapia cognitivo-comportamentale parte da un’idea semplice: il modo in cui interpretiamo quello che ci succede influenza come ci sentiamo e cosa facciamo. Quando questi pensieri e comportamenti diventano rigidi, alimentano ansia, umore basso, conflitti. Il lavoro consiste nel riconoscerli e nel costruire, passo dopo passo, modi diversi di pensare e di agire.
Come funziona
È un approccio concreto e orientato agli obiettivi. Nei primi incontri si mette a fuoco il problema e si decide insieme dove si vuole arrivare. Poi si lavora su situazioni reali, con esercizi da provare tra un incontro e l’altro: osservare i pensieri automatici, metterli alla prova, affrontare gradualmente le situazioni evitate, riorganizzare le giornate. I progressi si verificano lungo il percorso, non solo alla fine.
Per quali difficoltà
- ansia, attacchi di panico e preoccupazioni continue;
- umore basso e depressione;
- disturbi alimentari e rapporto difficile con il cibo;
- ADHD negli adolescenti e negli adulti;
- difficoltà dei figli e disturbo oppositivo provocatorio, con il parent training per i genitori;
- difficoltà di coppia.
Chi ti segue
Il Dott. Marco Lucciola è psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio (n. 12885), laureato in Psicologia Clinica e di Comunità, e sta completando la specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Nel suo lavoro di psicologo usa un approccio di tipo cognitivo-comportamentale per il sostegno psicologico.
Lo studio ad Acilia
Lo studio si trova in Via Cesare Maccari 296, 00125 Roma, ad Acilia, a pochi minuti da Dragona, Casal Bernocchi e Giardini di Roma. Per fissare un primo colloquio puoi chiamare o scrivere al 348 003 1353 oppure usare la pagina Contatti.
Domande frequenti
Quanto dura un percorso?
Dipende dal problema e dagli obiettivi. Uno dei tratti dell’approccio cognitivo-comportamentale è proprio fissare obiettivi chiari e verificare a intervalli regolari a che punto si è, così la durata si decide insieme e non resta indefinita.
Cosa succede al primo colloquio?
Si parla di quello che ti ha portato a chiedere aiuto, di come si manifesta nella tua vita e di cosa vorresti cambiare. Alla fine si valuta insieme se e come proseguire.
Ci sono compiti da fare a casa?
Sì, di solito piccoli esercizi tra un incontro e l’altro: annotare situazioni e pensieri, provare un comportamento nuovo, affrontare un passo alla volta ciò che si evita. È lì che il cambiamento si consolida.